La comparsa della febbre non è insolita in pazienti con piaghe da decubito. Uno dei sintomi frequenti delle lesioni da decubito, soprattutto in casi in cui queste sono infette, può essere la presenza di febbre. In tutti i tipi di lesioni, anche quelle post-operatorie, avviene un processo chiamato colonizzazione della ferita, che viene “abitata” da un gran numero di batteri aerobici e anaerobici. Tuttavia la presenza dei batteri in una piaga da decubito non è un fattore pericoloso. Infatti l’infezione vera e propria si verifica solo quando la carica batterica eccede, e non riesce più ad essere gestita dall’ospite.

La febbre, sintomo d’infezione della piaga da decubito

La carica batterica delle piaghe da decubito fa riferimento alla presenza di batteri al suo interno, che sono in competizione tra loro per accaparrarsi le risorse minime di ossigeno e le sostanze nutrienti, creando così un carico sul processo di guarigione della piaga. Infatti l’infezione della lesione determina a tutti gli effetti un rallentamento, se non un impedimento al processo stesso di guarigione. Per questo motivo occorre valutare sempre con la massima attenzione, insieme al proprio medico e all’operatore sanitario, eventuali segni d’infezione nella ferita e decidere quale sia il modo migliore di procedere.

In una lesione infetta di stadio III o IV, la presenza di gonfiore, dolore locale, modificazioni dell’odore o del colore del ferita possono portare all’aumento della temperatura corporea. A seconda dello stadio della ferita possiamo trovarci in presenza di febbre intermittente o febbre alta. Le cause della febbre sono legate alla presenza di un’infezione e spesso richiede una terapia antibiotica studiata ad hoc.

Queste manifestazioni comportano un rallentamento o un blocco della riparazione tessutale. Quindi occorre agire immediatamente per evitare che le misure terapeutiche (tra cui le medicazioni avanzate, ad esempio) fino a quel momento adottate diventino inutili. La comparsa della febbre, spesso con le caratteristiche della febbre settica, può essere accompagnata da altri sintomi tra cui anoressia, debolezza e disidratazione.

Tuttavia in un paziente con piaghe da decubito la comparsa di febbre non necessariamente segnala infezioni batteriche della piaga stessa. Infatti, è possibile che l’infezione nasca al di fuori della ferita. In questo caso l’aspetto della lesione può apparire immutato e altre manifestazioni cliniche associate alla febbre possono essere tosse, diarrea, oliguria, che possono indirizzare verso la sede dell’infezione.

Terapia antibiotica e una buona alimentazione

Quando la febbre compare in un paziente con lesioni da pressione bisogna rivolgersi al proprio medico per essere guidati nella scelta della migliore terapia antibiotica. Oltre a questo, deve essere indispensabile per il paziente bere molti liquidi e seguire una dieta corretta. Come sappiamo, una nutrizione adeguata è un ottimo alleato. Indispensabile per accelerare il processo di riparazione tissutale, ma in caso di febbre un’alimentazione corretta può essere ancora più d’aiuto. 

 

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