Esistono presidi di medicazione avanzata che si sono rivelati di grande aiuto nella gestione delle piaghe da decubito, specialmente quelle di difficile guarigione. Sono presenti sul mercato già da diversi anni e la loro caratteristica principale è quella di essere attive per più giorni di seguito e rispondere ad esigenze diverse, a seconda del luogo in cui si trova la ferita.

Fino a qualche anno fa, le piaghe da decubito avevano un impatto notevole tanto sulla qualità della vita che sulle spese di gestione, rendendo la medicazione spesso un momento molto doloroso per il paziente. I classici materiali usati per la medicazione della lesione infatti non restano attivi in sede per più giorni. Questo può portare a gestire una lesione con fuoriuscita dell’essudato (liquido prodotto dal corpo come risultato di un processo infiammatorio, un indicatore dello stato della lesione), creando conseguenze sulla quotidianità e sulla qualità della vita. Inoltre ricorrere a medicazioni tradizionali porta a dover aumentare il numero delle medicazioni e così facendo aumenta anche il dolore provato dal paziente, oltre alla spesa per la gestione della lesione in termini di materiali e personale dedicato.

La medicazione avanzata

Le medicazioni avanzate nella cura delle piaghe da decubito hanno rivoluzionato la vita dei pazienti e degli operatori socio-sanitari: lesioni che non molto tempo fa venivano tenute nascoste a tutti, incidendo notevolmente sulla qualità della vita del paziente, possono essere trattate con medicazioni meno frequenti, meglio tollerate e con maggiore efficacia.

La maggior parte delle piaghe da decubito risponde ai protocolli di medicazione avanzata, ma esistono lesioni che possono resistere a questi trattamenti rivoluzionari. Alcune lesioni, anche dopo essere state inquadrate e corrette dal punto di visto eziologico faticano a rispondere a questi trattamenti. Queste lesioni sono state classificate dagli esperti come “non healing”, ovvero non soggette a guarigione, e possono esserlo per i più svariati motivi e costituiscono una grande sfida per gli operatori del settore e per i produttori di medicazioni avanzate.

Negli ultimi anni, anche i più esperti produttori di medicazioni avanzate si sono concentrati nella ricerca di medicazioni per stimolare questo tipo di lesioni, considerando di volte in volta tutte le complessità del caso. In questo modo sono state messe a punto medicazioni in grado di comportarsi in modo diverso a seconda della fase della lesione su cui vengono applicate. In più, per facilitare il processo di medicazione e accelerare quello di guarigione della ferita, queste medicazioni non irritano il perilesionale – e sappiamo quanto questo sia un aspetto cruciale nella guarigione delle piaghe da decubito. La medicazione in schiuma è una di queste: è molto confortevole, in quanto non aderisce al fondo delle lesioni in nessuna condizione.

I materiali delle medicazioni in schiuma

 La medicazione avanzate in schiuma, invece, è composta da materiali capaci di restare attivi sul letto della ferita ed è in grado di gestire così le lesioni per più giorni di seguito; inoltre ha un impatto estremamente positivo sia sulla ferita che sulla quotidianità del paziente. Naturalmente, i materiali di medicazione avanzata sono più costosi rispetto alle classiche medicazioni, ma accelerano il processo di guarigione della ferita.

 Per quanto riguarda i materiali, il presidio è costituito da soffice idrofibra e poliuretano; ha una struttura stratificata che ne garantisce la permanenza anche su aree di difficile applicazione, consentendo una rimozione priva di traumi. Grazie all’idrofibra gelificante mantiene il giusto grado di umidità, ideale per il processo di guarigione e per assorbire l’essudato in eccesso. L’adesivo in idrocolloidale viene ben tollerato dalla cute, e si può applicare anche in aree perilesionali di facile irritazione. I liquidi assorbiti vengono uniformemente distribuiti all’interno del tampone in schiuma che si conforma perfettamente al letto della lesione e alle diverse sedi anatomiche del corpo.

I risultati incoraggianti della medicazione in schiuma

La medicazione in schiuma si è dimostrata un trattamento efficace in casi di piaghe da decubito difficili: i dati a favore di questo tipo di medicazione sono molto più che incoraggianti e riguardano anche lesioni che non mostravano segni di miglioramento da anni, presentandosi con grande quantità di essudato e circondate da un perilesionale talmente irritato da non poter mettere nessun tipo di cerotto senza incorrere in un’abrasione. Utilizzando la medicazione in schiuma la condizione di questo tipo di piaghe da decubito migliora molto rapidamente, tanto da ridurre nel tempo il numero di medicazioni. Un altro fattore da non sottovalutare è la sensazione di comfort provata dal paziente: come già detto, questa medicazione non provoca dolore e non irrita minimamente l’area accanto alla ferita, che spesso provoca sofferenza ai pazienti.

È stato osservato un netto miglioramento anche in piaghe da decubito il cui fondo e il perilesionale erano atrofici, poco vascolarizzati e irritati. Ebbene anche in questo caso la medicazione in schiuma è stata utile: dopo qualche tempo, dal fondo ben idratato grazie allo strato in idrofibra, è iniziato il processo di riepitelizzazione, conclusosi dopo qualche mese.

Da questi casi si evince come questo tipo di medicazione abbia una marcia in più rispetto a quelle avanzate ma “tradizionali”. Innanzitutto i materiali sono di altissima qualità e si sono dimostrati molto efficaci anche in cuti sensibilizzate e in più la medicazione in schiuma è in grado di gestire ferite con caratteristiche differenti. Ad esempio, in presenza di una lesione essudante questa medicazione può assorbire e diminuirne la produzione, fino a raggiungere la giusta umidità che permette il processo ripartivo. In lesioni scarsamente essudanti, invece, se viene lasciata in sede per più tempo permette l’idratazione di fondi atrofici e, di nuovo, il raggiungimento del giusto grado di umidità.

La medicazione in schiuma è un presidio che non può mancare negli ambulatori wound healing. Può essere proposto come trattamento per piaghe da decubito particolarmente difficili da gestire, per lesioni “non healing” o per casi in cui la vascolarizzazione non è ottimale e la cute atrofica va idratata.

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