Indice: L’importanza delle proteine nella dieta per piaghe da decubito

Una buona alimentazione contribuisce alla guarigione delle piaghe da decubito. È consigliato un adeguato apporto proteico da parte del paziente, al fine di accelerare i tempi di guarigione.

Perché le proteine favoriscono la guarigione delle piaghe da decubito

Cerchiamo di capire perché le proteine sono così importanti nel processo di guarigione delle ferite. La parola proteina deriva dal greco “protos” che significa primario. Da questa semplice traduzione si può già comprendere l’importanza di questi nutrienti. Ma non è tutto.

proteine e piaghe da decubito

Le proteine assolvono diverse funzioni: per il metabolismo delle sostanze chimiche, per la produzione enzimatica, per produrre gli anticorpi del sistema immunitario, per il trasporto di sostanze importanti (albumine, emoglobina, transferrina ed altri). Inoltre gli amminoacidi (elemento base delle proteine) svolgono un ruolo fondamentale anche nell’attività cardiaca, poiché tramite l’actina e la miosina ne misurano l’attività contrattile, agendo sulla muscolatura liscia.

Nel caso delle ferite da decubito le proteine sono importanti perché favoriscono la produzione del collagene, dell’elastina e della cheratina, tutte proteine del tessuto connettivo. Con la produzione di queste proteine è facile che si crei nuovi tessuto e quindi che la ferita venga riparata. Il 40% delle proteine che introduciamo nel nostro organismo è destinato all’apparato muscolo scheletrico in quanto compongono la massa magra ed hanno attività metabolica. La massa magra, con l’avanzare dell’età, diminuisce per cui è necessario integrare con un buon apporto di proteine.

Gli amminoacidi

Gli amminoacidi sono la componente fondamentale delle proteine. Sono 20 ed hanno una struttura base composta da un carbonio centrale e minimo un gruppo amminico (-NH2), minimo un gruppo carbossilico (-COOH) e una catena laterale che rende ognuno di loro unico e ne determina il ruolo funzionale all’interno dell’organismo.

Gli amminoacidi sono classificati alle volte in base alle loro proprietà, carica e polarità, e più spesso come essenziali e non essenziali. Dei 20 totali 9 amminoacidi sono essenziali (istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano, valina) e il nostro organismo non riesce a produrli, per cui è necessario introdurli con una buona dieta. Gli 11 amminoacidi non essenziali sono sintetizzati dal nostro organismo che utilizza a tale scopo scheletri carboniosi esistenti e gruppi amminici liberi. Ma ci sono delle eccezioni. Anche gli amminoacidi non essenziali in determinate circostanze diventano essenziali, ad esempio quando una determinata condizione impedisce all’organismo la loro sintesi.

La richiesta di questi amminoacidi aumenta quando l’organismo soffre una situazione di particolare stress metabolico (esempio in presenza di una lesione cronica) e la produzione non riesce ad essere tanto quanto la richiesta. La richiesta di amminoacidi non essenziali, come glutammina e arginina, aumenta ancora di più durate la fase di guarigione delle ferite, questo perché la glutammina stimola la riparazione tessutale e quindi la guarigione, mentre l’arginina stimola la produzione di collagene e migliora la produzione di ossido nitrico, promuovendo la guarigione delle ferite.

Quali sono gli alimenti ricchi di proteine?

Gli alimenti ricchi di proteine sono senza dubbio quelli di origine animale che favoriscono la massima assunzione di proteine in quanto contengono amminoacidi essenziali. Un buon alimento proteico sono anche le uova, economiche e facili da preparare, quindi convenienti per i pazienti anziani. Altri alimento sono il manzo, il latte, il pesce, il pollame e lo yogurt. Tra i prodotti di origine vegetale va annoverata la soia.

uova e piaghe da decubito

È importante ricordare che non tutte le proteine animali sono complete, alcune contengono pochi amminoacidi essenziali e per tanto sono definire come limitatrici di amminoacidi. In questo caso è bene combinare i differenti alimenti in modo da aumentare la qualità delle fonti proteiche.

Valutazione del bisogno proteico del paziente affetto da piaghe da decubito

Il bisogno proteico di un adulto sano è di 0,8 g di proteine/kg di peso corporeo. Per gli anziani la quantità sale e si attesta su 1 grammo di proteine per ogni chilo corporeo. Per gli adulti e gli anziani che hanno delle ferite il fabbisogno proteico cresce ancora di più e sale a 1 a 1,5 g di proteine/kg e potrebbe aumentare maggiormente a seconda dell’estensione della ferita.

Questo quantitativo proteico è quello consigliato a pazienti con piaghe da decubito, mentre per coloro che soffrono di ulcere profonde o piaghe multiple è consigliabile arrivare anche a 2 g di proteine per ogni chilo di peso corporeo.

Ad ogni modo nella valutazione del bisogno proteico del paziente non devono essere dimenticati altri fattori come la malnutrizione, l’insufficienza renale o altre malattie gravi. Occorre eseguire una valutazione generale del paziente tramite un esame fisico per individuare eventuali segni di catabolismo, bisogna conoscere la storia alimentare del paziente e stimare quale sia stata l’assunzione di proteine, eseguire un’analisi dello stato nutrizionale e richiedere degli esami di laboratorio. In tutto ciò non si può dimenticare la profondità della ferita e l’area totale che occupa.

Come aumentare l’assunzione di proteine nel paziente affetto da piaghe da decubito

Per favorire la guarigione delle ferite è necessario assumere più proteine. Aumentare l’assunzione di proteine è possibile tramite alcuni escamotage. Alcuni esempio sono:  l’aggiunta di carne in zuppe e insalate, aggiungere il latte in polvere nelle uova o nei cereali, scegliere dolci che contengono uova.

Per assumere più proteine è possibile anche utilizzare degli integratori, in polvere o liquidi.

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