Indice: La giusta dieta in caso di piaghe da decubito

Introduzione

Le piaghe da decubito, conosciute anche con il nome ulcere da decubito, sono delle lesioni della pelle che si formano a causa di compressione prolungata. A causa della compressione si genera un cattivo funzionamento della microcircolazione che non distribuisce più il sangue alle zone sotto pressione. Da questo prendere vita un ristagno di sangue venoso (ricco di anidride carbonica e scorie). Le cellule che non ricevono ossigeno muoiono. È così che iniziano a crearsi le prime lesioni, che inizialmente interessano solo gli strati più superficiali della pelle (epidermide e derma).

dieta piaghe da decubito

Quando la situazione peggiora vengono coinvolti anche gli strati più profondi della pelle come quello sottocutaneo, ma anche i muscoli, i legamenti e le ossa nei casi più gravi. È chiaro che le zone più colpite da lesioni da decubito sono quelle d’appoggio, ma esistono alcune concause: età, alterazioni del microcircolo, infezioni, scarsa igiene e fattori nutrizionali.

Fattori nutrizionali che causano le piaghe da decubito

Tra i fattori nutrizionali che possono aggravare la situazione delle piaghe da decubito ricordiamo: malnutrizione, diabete mellito e insufficienza proteica.

Nel primo caso il paziente è sottopeso per cui non introduce un’appropriata quantità di energia e nutrienti nell’organismo. In questo caso le ulcere da pressione si formano più facilmente perché le singole cellule non hanno la “forza” e l’energia per funzionare correttamente. A complicare la situazione c’è anche la disidratazione. Nel caso in cui il paziente soffra di diabete mellito ad essere alterati sono i vasi sanguigni, per cui accade che non tutte le zone del corpo siano irrorate nel modo giusto. Un ruolo fondamentale lo giocano anche le proteine che fungono da mattoncini e sono fondamentali per ricostruire i tessuti danneggiati. Se il paziente non introduce le proteine necessarie allora la guarigione della piaga diventerà più difficile.

Come sottolineato precedentemente la giusta alimentazione è solo un tassello per la prevenzione e il trattamento delle piaghe da decubito.

La dieta migliore per il paziente affetto da piaghe da decubito

La giusta energie a la giusta dose di proteine sono un passo fondamentale, insieme alla prevenzione, per la cura e la prevenzione delle piaghe da decubito. Per conseguire questo obiettivo è utile che il paziente abbia sempre il giusto apporto di energia; sia adeguatamente idratato; assuma quotidianamente almeno 1 gr di proteine per chilo corporeo (per favorire la rigenerazione cutanea); avere il giusto apporto di micronutrienti (vitamine e Sali minerali) e antiossidanti (selenio, carotenoidi, flavonoidi, vitamine) con particolare attenzione alle quote di zinco (contenuto soprattutto in germe di grano, legumi, carne, formaggi), vitamina E e vitamina C (quest’ultima possiede un’azione immunostimolante e favorisce la cicatrizzazione delle ferite). Oltre tutto questo è necessario ridurre la quantità di grassi (soprattutto quelli di origine animale) e di zuccheri ingeriti.

Perché l’organismo abbia tutti i micronutrienti a disposizione è necessario variare la dieta e preferire dei pasti più piccoli e frequenti. È buona norma valutare con il medico curante l’assunzione di aminoacidi, componenti delle proteine, che hanno un’elevata importanza nella “costruzione” del tessuto dell’organismo umano.

dieta ipocalorica

Lista degli alimenti consigliati

          • Carne come manzo, vitello, vitellone, pollo, coniglio, tacchino, lonza di maiale, cavallo (parti più magre e private del grasso visibile).
          • Pesce, da consumare frequentemente, possibilmente cotto in modo che le carni rimangano morbide.
          • Formaggi, con la frequenza di un paio di volte alla settimana in sostituzione di un secondo di carne o pesce.
          • Affettati (scegliere i più magri prosciutto cotto, crudo, bresaola, speck, arrosto di pollo o tacchino), privandoli del grasso visibile.
          • Uova, un paio di uova alla settimana.
          • Latte parzialmente scremato o uno yogurt magro, una porzione al giorno.
          • Legumi, ottima fonte di zinco. Associandoli ai cereali (ad es. pasta e fagioli, riso e piselli) oppure in minestrone.
          • Olio extravergine di oliva a crudo nella giusta quantità per condire gli alimenti. Gli oli vegetali e di semi sono ricchi di vitamina E.
          • Acqua, almeno 2 Litri di liquidi al giorno (preferibilmente acqua oligominerale naturale, e ricca in calcio)

        • Verdura, almeno una porzione ad ogni pasto, cruda o cotta.
        • Frutta. Consumare ogni giorno due-tre frutti di medie dimensioni. La frutta andrebbe consumata con la buccia (ben lavata). Chi ha difficoltà masticatorie può scegliere frutta cotta o frullata. La vitamina C è presente soprattutto in agrumi, kiwi, fragole.
        • Cereali. Consumare preferibilmente pasta corta di piccolo formato. Chi ha gravi difficoltà a masticare o deglutire, può sostituire la pasta con semolino o crema di riso; preferire pane morbido, eventualmente inumidito nel latte o nel brodo. Chi ha gravi difficoltà a masticare o deglutire, può sostituire il pane con patata lessa o in purè.

        Alimenti da consumare con  moderazione in caso di piaghe da decubito

        • Vino e alcolici. Forniscono calorie definite “vuote” poiché prive di nutrienti
        • Grassi di origine animale
        • Dolci
        • Bevande zuccherate
        • Sale. E’ buona regola ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura e limitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità (alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia).

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