Indice: Lesioni da pressione causate da dispositivi medici

Tra i problemi emergenti (e di cui si discute poco) nel campo delle lesioni da pressione, meritano un capitolo a sé le lesioni da pressione causate da dispositivi medici (MDRPI, Medical Device-Related Pressure Injuries). Nel 2016 NPUAP (National Pressure Ulcers Advisory Panel) ha introdotto la definizione di MDRPI, con cui si intendono quelle lesioni da pressione con seguenti all’utilizzo di un dispositivo che ha scopi diagnostici o terapeutici. Queste lesioni sono caratterizzate dal fatto che riproducono la forma e le dimensioni del dispositivo stesso.

La percentuale di pazienti con ulcere acquisite in ambiente ospedaliero derivanti dai dispositivi medici è pari al 34,5%.

La maggior parte delle lesioni da pressione causate da dispositivi medici e da dispositivi di protezione individuale insorgono in aree con scarso tessuto sottocutaneo e pertanto tendono a progredire in stadi più avanzati più rapidamente rispetto alle lesioni da pressione non correlate a dispositivi medici.

Ciò ci suggerisce che sia fondamentale una valutazione tempestiva e una rapida messa in atto di interventi preventivi.

Le popolazioni a rischio sono rappresentate da anziani con difficoltà a comunicare situazioni di disagio, pazienti bariatrici, pazienti sottoposti ad interventi chirurgici o ricoverati in terapia intensiva; la frequenza raggiunge tassi ancor più elevati nella popolazione pediatrica dove, tra i neonati prematuri si registrano elevati tassi di incidenza di tali lesioni.

Le sedi anatomiche delle lesioni da decubito correlate a dispositivi medici differiscono tipicamente da quelle delle comuni piaghe da decubito situate in corrispondenza di prominenze ossee a differenza delle MDRPI che nel 70% dei casi sono localizzate su volto, collo e testa.

L’elenco dei dispositivi medici che possono creare lesioni da pressione è potenzialmente infinito visto l’uso sempre più esteso di dispositivi come tutori ortopedici, sistemi di contenzione, maschere facciali, tubi endotracheali, sondini, cateteri di qualsiasi tipo, rampe di rubinetti infusionali, flange, bendaggi, cannule nasali per l’ossigeno e i dispositivi che mantengono una pressione positiva continua delle vie aeree CPAP e BiPAP.  Vanno annoverate anche attrezzature di uso comune come: padelle, pannoloni, calze elastiche, saturimetri.

I fattori di rischio delle lesioni da pressione

Tra i fattori di rischio associati alle MDRPI ci sono:

    • L’applicazione o il fissaggio troppo stretto del dispositivo che causa una riduzione della perfusione dell’area cui si aggiunge l’azione di forze meccanica come la frizione e/o le forze di taglio.
    • Il posizionamento del dispositivo non corretto e/o per un tempo di contatto prolungato.
    • Il calore che aumenta la sudorazione
    • L’umidità sotto il dispositivo che macera la cute
    • L’edema che aumenta la tensione nell’interfaccia con il dispositivo
    • La mancanza di consapevolezza e di conoscenze da parte degli operatori e dei pazienti circa le misure preventive da attuare e dei danni potenziali
    • La mancata valutazione periodica della cute sottostante al dispositivo
    • Il mancato rispetto delle raccomandazioni del produttore del dispositivo
    • La necessità di monitoraggio in considerazione delle comorbidità e dei farmaci assunti.

Principi generali di prevenzione

Prevenire le lesioni da pressione correlate all’utilizzo di dispositivi medici implica ridurre la pressione o ridistribuirla su un’area più ampia, controllando il microclima, migliorando la nutrizione del paziente, incoraggiando la mobilità e gestendo le comorbidità.

Si raccomanda di:

    • Scegliere il dispositivo di dimensioni corrette in base al paziente
    • Seguire le specifiche indicazioni del produttore
    • Fissare il dispositivo medico in modo da evitarne la dislocazione ma senza creare ulteriore pressione
    • Rimuovere appena possibile il dispositivo, ruotare o riposizionarlo quando possibile, accertandosi che la sua manipolazione non crei situazioni pericolose per il paziente
    • Ispezionare la cute nel punto di contatto almeno due volte al giorno
    • Mantenere la cute al di sotto dei dispositivi medici pulita e asciutta
    • Non posizionale il paziente direttamente su un dispositivo medico a meno che non sia possibile evitarlo
    • Evitare il posizionamento del dispositivo su zone con lesioni precedenti o in atto
    • Educare il personale sanitario e i caregivers familiari all’uso corretto dei dispositivi e alla prevenzione di tali lesioni
    • Essere consapevoli della formazione dell’edema sotto i dispositivi e del danno potenziale che può derivarne
    • Prendere in considerazione l’utilizzo di medicazioni avanzate per evitare il contatto diretto del dispositivo o ridistribuire l’area di contatto nelle zone ad alto rischio (prominenze ossee o bordi del dispositivo)

Classificazione delle lesioni da pressione correlate a dispositivi medici

Se nonostante le azioni preventive si verifica una lesione, questa va stadiata utilizzando il classico sistema di classificazione. Le eccezioni a questa regola sono rappresentate dalle lesioni da pressione alle mucose (lingua, tratto gastro intestinale, cavità nasali, tratto urinario e canale vaginale).

Anche se queste lesioni possono essere causate dalla pressione, non è possibile utilizzare la stadiazione NPUAP in quanto le caratteristiche istologiche delle mucose non consentono di distinguere tra la perdita parziale del tessuto e quella a tutto spessore.

AUTORE: Dott.ssa Valeria Pisani

BIBLIOGRAFIA:

  1. Camacho-Del Rio Gustavo. (2018) Medical Device – related pressure injury prevention. Am Nurs Today. 13(10).
  2. Delmore BA, Ayello EA. (2017) CE: Pressure injuries caused by medical devices and other objects: A clinical update. Am J Nurs 117(12):36-45.
  3. Kayser SA, van Gilder CA, Ayello EA, Lachenbruch C. (2018) Prevalence and analysis of medical device-related pressure injuries: results from the International Pressure Ulcers: Quick Reference Guide. Emily HAESLER (ed.). Cambridge Media: Osborne Park, Australia; 2014.

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