In occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione delle Lesioni da Pressione che si terrà il 19 Novembre 2020 vogliamo proporre una breve guida alla prevenzione e trattamento delle piaghe da decubito in quanto lo scopo di questa giornata è proprio quello di creare maggiore consapevolezza su questo problema che affligge sempre più persone.

giornata mondiale prevenzione lesione da decubito

Le piaghe da decubito, conosciute anche come ulcere o lesioni da pressione, sono ferita della pelle più o meno profonde. Le cause principali delle piaghe da decubito sono:

  • rimanere fermi nella stessa posizione, distesi o su una sedia, per molto tempo (più di 2 ore);
  • lasciare la pelle a contatto prolungato con sudore, urine e feci;
  • stare seduti su sedie troppo rigide o senza cuscino,
  • stare stesi su materassi rigidi e poco morbidi.

Quando una persona resta immobile per lungo tempo nella stessa posizione appoggiata su superfici rigide, la pelle non riceve abbastanza ossigeno e può crearsi un arrossamento che non scompare. Da qui può svilupparsi una lesione, cioè una ferita che può aggravarsi fio ad arrivare al muscolo e all’osso e, col tempo, diventare di grandi dimensioni.

La lesione può svilupparsi anche quando si usano per un lungo periodo materiali sanitari che rimangono a contatto continuo con la pelle (ad es. sondino per nutrizione e catetere vescicale).

Quali sono le persone a rischio di sviluppare una lesione da pressione e quali sono le zone corporee maggiormente colpite?

I soggetti più a rischio sono le persone che restano ferme per lungo tempo a letto o sedute nella stessa posizione. Il rischio aumenta se la persona:

  • fa fatica a mangiare e a bere;
  • ha la pelle umida o rovinata a causa del contatto prolungato con urine, feci o sudore;
  • ha la febbre, il diabete, ha malattie neurologiche, polmonari o cardiache;
  • è in sovrappeso o è troppo magra;
  • ha già una lesione da pressione o l’ha avuta in passato.

zone colpite da piaghe da decubito

Le zone a maggior rischio di sviluppare una lesione da pressione sono:

  • l’osso sacro e la zona attorno ad esso,
  • i talloni,
  • le caviglie e i malleoli,
  • le anche e le ossa del bacino
  • i gomiti

Come si possono prevenire le piaghe da decubito?

MOVIMENTO A LETTO

  • stimolare il soggetto a fare piccoli movimenti in autonomia se possibile;
  • cambiare spesso (almeno ogni 2 ore) la posizione evitando di trascinare il paziente per impedire che la pelle si rovini sulle lenzuola;
  • lasciare il paziente in posizione seduta sul letto solo per poco tempo;
  • preferire la posizione semi-seduta (con la testata del letto alzata di 30°): fare attenzione che non scivoli sul letto;
  • posizionare un cuscino sotto le gambe per tenere sollevati i talloni.

MOVIMENTO DA SEDUTI

  • è importante fare piccoli movimenti/ spostamenti ogni 15/20 minuti. Stimolare il paziente in grado di farlo a sollevarsi di poco, appoggiandosi sui braccioli e alzando i glutei dalla sedia. Questi piccoli movimenti aiutano a diminuire la pressione continua;
  • far appoggiare bene i piedi sul pavimento, sul poggiapiedi della carrozzina o su uno sgabello.

CUSCINI ANTIDECUBITO

Per i soggetti che passano molto tempo in carrozzina è utile l’utilizzo di opportuni cuscini antidecubito che prevengano la formazione di lesioni da pressione. Esistono cuscini diversi a seconda del grado di rischio di ogni paziente. Si va dai cuscini antidecubito in schiuma, in fibra cava siliconata, a quelli in gel, ai cuscini antidecubito ad aria.

MATERASSI ANTIDECUBITO

Per le persone costrette a letto invece è fondamentale l’utilizzo di un materasso antidecubito, anche i materassi si dividono a seconda della classe di rischio e sono materassi antidecubito in schiuma, in fibra cava siliconata, fino ad arrivare ai materassi antidecubito ad aria divisi in quelli a bolle e quelli a tubolari con gonfiaggio alternato.

materasso antidecubito

IGIENE PERSONALE

  • controllare ogni giorno la pelle dell’assistito nelle zone maggiormente a rischio di sviluppare le lesioni per controllare che non ci siano arrossamenti
  • mantenere la pelle sempre pulita utilizzando per il lavaggio acqua tiepida e sapone neutro;
  • utilizzare un panno delicato per asciugare la pelle, senza strofinarla e facendo attenzione ad asciugare bene le zone tra le pieghe (inguine, glutei, addome);
  • non usare il talco perché secca la pelle e la irrita ma preferire l’uso di creme idratanti;
  • evitare che la pelle rimanga a contatto con urine e feci quindi eseguire l’igiene e cambiare spesso il pannolone;
  • utilizzare creme barriera (pasta o spray all’ossido di zinco) per proteggere la cute dall’azione irritante di feci e urine.

ALIMENTAZIONE

  • È importante che il soggetto abbia un’alimentazione varia e completa di tutti i tipi di nutrienti: proteine (uova, carne, pesce, legumi, formaggi), vitamine (frutta e verdure), carboidrati (pasta, pane e riso) e grassi (per esempio olio extravergine di oliva);
  • se il paziente non ha appetito preparare pasti piccoli e frequenti durante il giorno;
  • bere almeno 6-8 bicchieri di acqua al giorno (acqua, tè, succhi di frutta), soprattutto in presenza di febbre, sudorazione, diarrea;

Come si cura una piaga da decubito?

Il primo passo per la cura di una lesione da decubito è la DETERSIONE della ferita. Per poter pulire correttamente una lesione è necessario procedere, se necessario, con lo SBRIGLIAMENTO della stessa da eventuale necrosi e fibrina mediante l’utilizzo del bisturi per liberare il tessuto non devitalizzato o l’utilizzo di medicazioni a base di acqua che disgreghino il tessuto necrotico (medicazioni in idrogel).

Per quanto riguarda la detersione abbiamo oggi diverse soluzioni che variano in base alla tipologia di ferita che bisogna pulire. I principali detergenti sono:

  • Soluzione fisiologica: dispositivo medico costituito da una bomboletta di soluzione fisiologica sterile, pressurizzata, per detergere, irrigare, idratare ferite acute e croniche, lesioni dermatologiche di varia eziologia, cavità e mucose di ogni parte del corpo, superfici cutanee integre o lese. Può essere anche usato come un valido coadiuvante nello sbrigliamento del tessuto necrotico delle ferite crostose.
  • Detergente per irrigazione e idratazione: soluzione di irrigazione per la pulizia e l’idratazione delle lesioni acute, croniche e contaminate, oltre che per le ustioni di primo e secondo grado. Viene usato anche per idratare la medicazione della ferita e per smuovere medicazioni incrostate. Impedisce anche la proliferazione di batteri mediante la rottura della membrana cellulare dei batteri preservando le cellule della cute. Quindi: pulisce la lesione meccanicamente e riduce il cattivo odore delle lesioni
  • Detergente antibatterico: soluzione cutanea che provvede a disaggregare il biofilm batterico ed a detergere la lesione. Il getto prodotto esercitando una leggera pressione sul flacone, è inoltre in grado di rimuovere fisicamente i residui dal letto della lesione. Questi  detergenti contribuiscono a minimizzare il traumatismo al cambio della medicazione riducendo eventuali danni al tessuto di granulazione neoformato e riducendo il dolore. Controllano, inoltre, la formazione di odori sgradevoli.

Diversi studi hanno evidenziato che la riparazione delle piaghe da decubito aumentano in ambiente umido, è per questo che le piaghe da decubito vanno trattate con medicazioni avanzate che, rispetto alle medicazioni tradizionali, hanno elevate caratteristiche di biocompatibilità e agiscono in maniera proattiva nel processo di guarigione.

Le medicazioni avanzate, usate singolarmente (medicazione primaria) o in combinazione tra loro (aggiunta di una medicazione secondaria di fissaggio), stimolano una risposta del tessuto e agiscono su diversi aspetti critici della lesione quali:

  • il mantenimento dell’ambiente umido;
  • la gestione dell’essudato della lesione;
  • la protezione dei margini della lesione;
  • il trattamento o la prevenzione dell’infezione;
  • la rimozione del tessuto devitalizzato (necrosi secca o fibrinosa);

Esistono diversi tipi di medicazioni avanzate che differiscono tra loro per il materiale di composizione che determina una o più caratteristiche specifiche:

  • capacità di assorbire l’essudato;
  • capacità di mantenere idratata la lesione;
  • potere adesivo;
  • capacità di conformarsi al letto della lesione;

Tipologie di medicazioni avanzate

Pellicole di poliuretano

Le pellicole trasparenti in poliuretano sono medicazioni costituite da una membrana in poliuretano adesiva e semipermeabile e variano in spessore e dimensione. Esse sono impermeabili all’acqua, ai batteri e agli agenti contaminanti in genere; tuttavia permettono al vapore acqueo di attraversare la barriera. Queste medicazioni mantengono un ambiente umido favorendo la formazione di tessuto di granulazione e l’autolisi del tessuto necrotico. Non hanno potere assorbente.

Indicazioni

Le pellicole in poliuretano possono essere impiegate sia come medicazioni primarie che secondarie per prevenire e curare le ulcere da pressione. Impiegate in abbinamento con idrogeli su lesioni necrotiche secche, possono potenziarne l’azione di sbrigliamento favorendo l’autolisi del tessuto necrotico.

Vantaggi

  • trattengono l’umidità
  • sono impermeabili ai batteri e ad altri agenti contaminanti
  • favoriscono il debridement autolitico
  • consentono di osservare la lesione
  • non richiedono medicazioni secondarie

Svantaggi

  • alcune di queste medicazioni non sono adatte nel caso di lesioni infette a causa della loro scarsa traspirabilità
  • non sono raccomandate in caso di lesioni con essudato da moderato ad abbondante in quanto non sono in grado di assorbirlo
  • non sono raccomandate in caso di cute fragile
  • richiedono una cute perilesionale sana e intatta per l’applicazione del bordo adesivo della medicazione
  • nelle zone ad alta frizione si possono staccare

Medicazioni in Idrocolloidi

Le medicazioni avanzate a base di idrocolloidi realizzano un ambiente umido e assorbono medie quantità di essudato. Sono disponibili in placche e paste e promuovono la crescita del tessuto di granulazione favorendo la guarigione. In presenza di essudato assorbono il liquido maleodorante e producono un gel, per questo motivo si rivelano tanto efficaci nel trattamento delle piaghe da decubito. Una medicazione all’idrocolloide è un tipo di medicazione sottile che contiene agenti gelificanti in un composto adesivo laminato su uno strato esterno flessibile resistente all’acqua. I fogli sono auto-aderenti e disponibili con o senza bordo adesivo, in spessori e forme diverse pretagliate per varie zone del corpo come il sacro, gomiti e talloni.

Le medicazioni idrocolloidali sono occlusive, in questo modo forniscono:

  • un ambiente di guarigione umido
  • debridement autolitico
  • isolamento
  • impermeabiltà ai batteri e altri agenti inquinanti

Sono medicazioni di facile applicazione, autoaderenti a stampo (non aderisce alla ferita, solo alla pelle intatta intorno alla ferita) che possono essere utilizzate sotto prodotti di compressione venosa.

Indicazioni: lesioni a spessore parziale o totale, con scarso o medio essudato, lesioni con tessuto necrotico da rimuovere, medicazione secondaria. Può essere utilizzata anche come medicazione di prevenzione.

Vantaggi: sono conformabili, assorbenti, impermeabili verso contaminazioni esterne. Promuovono il debridment autolitico e possono essere utilizzate in associazione a bendaggio elastocompressivo.

Svantaggi: non sono medicazioni adatte per lesioni con forte essudato o in caso di cute perilesionale fragile per via dell’elevata adesività.

Medicazioni in Idrogel

Le medicazioni in idrogel sono medicazioni in base acquosa specifiche per le ferite necrotiche. L’elevato contenuto in acqua infatti, rende queste medicazioni ideali per reidratare le piaghe da decubito necrotiche.

Indicazioni: Lesioni a spessore parziale o totale, essudazione media, lesioni necrotiche con escara, lesioni infette. Possono essere associati a medicazioni secondarie.

Vantaggi: Elevata capacità idratante. Promuovono lo sbrigliamento autolitico delle ferite sia dalla necrosi secca (escara) che molle (fibrina). Essendo in formato di gel sono altamente conformabili a qualsiasi lesione.

Svantaggi: le medicazioni in idrogel sono controindicate sulle lesioni altamente essudanti in quanto potrebbero aumentare eccessivamente l’umidità della ferita portando alla macerazione del margine perilesionale.

Medicazioni in Idrofibra

Le medicazioni in Idrofibrsono medicazioni avanzate a base di carbossimetilcellulosa che promuovono un ambiente umido. Non aderiscono al fondo della lesione favorendo una rimozione atraumatica della medicazione durante il cambio. Le medicazioni in idrifibra hanno la capacità di gelificare a contatto con l’essudato con grandi capacità assorbenti. Sono medicazioni non occlusive, permettono quindi lo scambio gassoso con l’ambiente esterno ma isolano la ferita da batteri e microrganismi. Le medicazioni in idrofibra vengono realizzate anche con argento ad effetto battericida per il controllo della carica batterica. Entrambe queste tipologie di idrofibra necessitano di medicazione secondaria di fissaggio.

medicazione avanzata in idrofibra

Indicazioni: Sono indicate per piaghe da decubito con essudazione da media ad alta, lesioni contaminate o infette e cavitarie

Vantaggi:

  • Capacità di mantenere l’ambiente umido costante a contatto con la lesione da pressione
  • Consentono lo scambio gassoso di ossigeno, anidride carbonica e vapore acqueo con l’ambiente
  • Assicurano l’isolamento termico per mantenere la giusta temperatura
  • Hanno elevata capacità adsorbente (essudati, microrganismi, componenti tossici, cellule morte)
  • Sono impermeabili all’ingresso di microrganismi esterni limitando il rischio di infezioni
  • Non aderiscono all’area cutanea lesa
  • Garantiscono una protezione meccanica da possibili traumi
  • Sono conformabili e flessibili per adattarsi a qualsiasi profilo anatomico
  • Permettono intervalli di cambio più lunghi riducendo il traumatismo del cambio medicazione

Svantaggi: sono controindicate per lesioni secche e necrotiche

Medicazioni in Alginato

Le medicazioni in Alginato possono assorbire 15-20 volte il loro peso in essudato e sono prodotti in una gamma di formulazioni, tra cui dei fogli a piatto e a nastro piatto. Quelle a forma di nastro vengono utilizzate per medicare le lesioni cavitarie, mentre le medicazioni piatte vengono utilizzate sulle lesioni superficiali. Nella versione con ioni argento, le medicazioni in alginato, assumono una funzione antibatterica.

Indicazioni: Lesioni a spessore parziale o totale con essudato medio-alto, lesioni contaminate infette, lesioni cavitarie, lesioni con sottominatura e tragitti fistolosi.

Vantaggi: le medicazioni in alginato sono altamente assorbenti, e con capacità emostatiche. Utile come medicazione di riempimento.

Svantaggi: Controindicata su lesioni secche, con presenza di escara, quindi non essudanti

Medicazioni in Schiuma di Poliuretano

Le medicazioni avanzate in schiuma sono composte da materiali capaci di restare attivi sul letto della ferita. In questo modo sono in grado di gestire le lesioni per più giorni di seguito. Tali medicazioni hanno una struttura stratificata che garantisce la permanenza anche su aree di difficile applicazione, consentendo una rimozione priva di traumi. Garantiscono il mantenimento del giusto grado di umidità, ideale per il processo di guarigione e contemporaneamente assorbono l’essudato in eccesso. Nelle versioni con adesivo quest’ultimo è realizzato in modo tale da essere ben tollerato dalla cute, e si può applicare anche in aree perilesionali di facile irritazione. I liquidi assorbiti vengono uniformemente distribuiti all’interno del tampone in schiuma che si conforma perfettamente al letto della lesione e alle diverse sedi anatomiche del corpo. Anche le medicazioni in poliuretano esistono nella versione con ioni argento con funzione antibatterica.

Indicazioni: lesioni a spessore parziale o totale con essudato da scarso ad abbondante. Sono ideali per l’utilizzo su ferite con cute perilesionale fragile, lesioni cavitarie e in associazione con altre medicazioni.

Vantaggi: alta capacità assorbente anche sotto elastocompressione. Elevata capacità di conformarsi alla lesione.

Svantaggi: contraindicata su lesioni non essudanti.

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Bibliografia:

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