Le piaghe da decubito possono essere classificate come lesione necrotica quando si evidenzia la presenza di escara e cioè di tessuto devitalizzato essiccato di color nero o marrone dovuto al colore dall’emoglobina presente nei tessuti. Per questo motivo tale lesione viene classificata come Lesione Nera.

Quando un’area di tessuto è deprivata di un adeguato apporto di ossigeno o nutrienti diviene non vitale. Il tessuto devitalizzato ha la tendenza a disidratarsi, e via via che perde umidità forma uno strato ispessito, per lo più duro, coriaceo, di color marrone o nero, che aderisce saldamente al letto della lesione o ai margini dell’ulcera. Il tessuto disidratandosi si contrae, mettendo in tensione i tessuti circostanti e causando dolore.

Il tessuto necrotico ritarda la guarigione delle lesioni da pressione e rappresenta un terreno di coltura per lo sviluppo batterico. E’ perciò molto importante la rimozione dei tessuti non vitali attraverso opportune tecniche di sbrigliamento del tessuto necrotico.

In funzione del grado di necrosi vengono osservate diverse tecniche di sbrigliamento:

  • Debridment Chimico, mediante l’azione di gel con azione proteolitica e/o enzimatica
  • Debridment Autolitico, mediante l’utilizzo di idrogeli ricchi d’acqua e quindi ad azione idratante
  • Debridment Meccanico, mediante l’utilizzo di una garza bagnata da tenere in situ e da usare per la rimozione della necrosi
  • Debridment Chirurgico, mediante la rimozione tramite bisturi o forbici del tessuto non vitale

Quando vi è urgenza di rimuovere il tessuto necrotico in presenza di lesioni profonde ed in presenza di cellulite o sepsi, è indicato l’intervento chirurgico.

In caso di ulcera secca del calcagnola necrosi NON va rimossa se non sono presenti: edema, eritema, fluttuazione o secrezione. Qualora questi segni fossero presenti, si deve procedere allo sbrigliamento.

La detersione della lesione necrotica

La detersione delle piaghe da decubito necrotiche è di fondamentale importanza per mantenere la lesione pulita e impedire la colonizzazione batterica che rallenterebbe il processo di guarigione. In assenza di segni di infezione occorre utilizzare detergenti idratanti come una soluzione fisiologica che permetta di detergere, irrigare e idratare la lesione.

La fase di medicazione

Nella scelta delle medicazioni più idonee per questo tipo di ferita bisogna tener presente che, da un lato bisogna eliminare il tessuto necrotizzato per liberare il letto della ferita, dall’altro, bisogna garantire la giusta idratazione e il mantenimento del giusto ambiente umido che porti la ferita alla guarigione.

Tali lesioni sono caratterizzate da un ambiente scarsamente umido. L’obiettivo è quello di rimuovere il tessuto necrotico e preservare l’umidità presente in modo da mantenere la lesione correttamente idratata. Il cambio della medicazione può essere effettuato ogni 1-2 giorni.

Le medicazioni consigliate sono Medicazioni in idrogel: medicazioni avanzate costituite da un gel che facilita la rimozione del tessuto necrotico stimolando lo sbrigliamento autolitico e mantenendo umido l’ambiente; grazie alla formulazione acquosa viene formata una barriera protettiva contro l’ambiente esterno creando le condizioni favorevoli per una rapida e corretta azione riepitelizzante sulla cute contribuendo a tenere sotto controllo il microambiente

Molto importante è poi l’utilizzo della medicazione secondaria per la lesione necrotica. Viene consigliata una medicazione in idrocolloide, scarsamente assorbente che favorisca il mantenimento di un ambiente umido. Le medicazioni scarsamente assorbenti sono le medicazioni in Idrocolloidi: medicazioni sottili che contengono agenti gelificanti in un composto adesivo laminato su uno strato esterno flessibile resistente all’acqua. I fogli di cui si compongono sono auto-aderenti e disponibili con o senza bordo adesivo, in spessori e forme diverse pretagliate per varie zone del corpo come il sacro, gomiti e talloni. Grazie alla loro composizione mantengono un ambiente umido fondamentale per il mantenimento di un corretto ambiente umido.

 

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