Indice: L’importante ruolo del fisioterapista nelle piaghe da decubito

Un’altra figura chiave, oltre quelle dell’infermiere, del vulnologo e dell’OSS, nella cura delle piaghe da decubito è quella del fisioterapista.

Il fisioterapista fa parte dello staff riabilitativo del paziente e insieme agli altri membri è tenuto a condividere tutte le informazioni necessarie per la gestione dell’assistito.

I componenti dello staff agiscono in modo coordinato, ognuno secondo le proprie competenze, ed ognuno di loro è tenuto ad annotare sulla cartella clinica ogni intervento effettuato sul paziente al fine di condividere la strategia di guarigione ed evitare errori e sovrapposizioni.

Il fisioterapista e le sue competenze nelle piaghe da decubito

La figura del fisioterapista è fondamentale nella prevenzione delle piaghe da decubito. È importante agire in modo preventivo al fine di evitare la formazione di lesioni e quindi mettere in atto una serie di misure e rimedi possibili.

Ma cosa fa il fisioterapista?

Vediamo quali sono le competenze principali del fisioterapista:

    • Acquisisce informazioni sulle condizioni generali del paziente. In particolare si interessa dello stato trofico della muscolatura, delle misure igieniche adottate, delle eventuali alterazioni metaboliche, delle alterazioni della sensibilità;
    • Supervisiona eventuali cambi posturali e interviene li dove le posture sono scorrette;
    • Consiglia l’utilizzo dei giusti ausili (letto, cuscini, etc);
    • Controlla le superfici antidecubito utilizzate;
    • Lavora affinché si possano recuperare il controllo del capo, del collo e del tronco. In questo modo favorirà movimenti autonomi che agevoleranno gli spostamenti sul letto;
    • Fornirà tutte le informazioni agli altri membri dello staff riabilitativo e ai famigliari sull’utilizzo degli ausili, in particolar modo sui teli ad alto scorrimento utilizzati per gli spostamenti;
    • Concorda con gli infermieri eventuali variazioni e monitoraggi delle posture corrette;

  • Studia, valuta e discute con gli infermieri l’eventuale trasferimento letto – carrozzina del paziente e organizza lo spostamento in modo che il paziente stesso non corra rischi (la movimentazione del paziente è fra le maggiori cause di infortunio).

I programmi riabilitativi fisioterapici

Un programma riabilitativo è un trattamento di fisioterapia che ha diversi obiettivi. Può essere diretto o indiretto. Nel caso di un programma riabilitativo indiretto sono importanti le indicazioni per la famiglia e tutte le modifiche dell’ambiente.

Intervento diretto

L’intervento riabilitativo diretto è fatto di stimolazione sensoriale, terapia occupazionale e terapia manuale.

La stimolazione sensoriale comprende degli stimoli (visivi, uditivi e tattili) utilizzati per stimolare l’attenzione e la funzionalità delle vie sensitive.

La terapia occupazionale consta di esercizi mirati a rendere normali le attività della quotidianità. In questo caso hanno un ruolo importante i familiari che devo sempre coinvolgere il paziente in conversazioni e cercare di spronare uno sforzo intellettivo importante.

La terapia manuale è:

  • Kinesi segmentaria
  • Massoterapia
  • Esercizi muscolari attivi
  • Condizionamento muscolare e statica passiva
  • Esercizi respiratori e tosse assistita

La Kinesi segmentaria è la procedura ideale per le retrazioni e il mantenimento delle escursioni articolari. Deve essere eseguita almeno 3 volte al giorno con 3-5 escursioni per ognuna articolazione. Oltre l’infermiere il fisioterapista in questa pratica deve essere coinvolta anche la famiglia dell’assistito.

La massoterapia permette di attivare la circolazione e mobilizzare i liquidi presenti negli spazi interstiziali. Ha un’azione di drenaggio linfatico, di bonificazione della muscolatura e di diminuzione dell’ipertono.

Gli esercizi muscolari attivi sono quelli isometrici e isotonici. Vanno praticati 1 o 2 volte al giorno nella quantità di 10 o 20 esercizi alla volta.

Il condizionamento muscolare e la statica passiva permettono la paziente di mantenere la frequenza del cuore al di sotto dei 120 battiti/minuto.

Gli esercizi respiratori e la tosse assistita permettono di evitare complicanze respiratorie e garantire all’organismo una giusta ossigenazione. Per fare ciò è necessario fare dei respiri profondi e lenti e il fisioterapista, in questo caso, al il compito di utilizzare tutte le tecniche a sua disposizione per facilitare la corretta respirazione. Gli esercizi respiratori sono associati alla tosse assistita al fine di favorire il drenaggio di eventuali muchi ristagnanti.

Intervento indiretto

L’intervento indiretto del fisioterapista deve informare la famiglia dell’assistito e modificare positivamente l’ambiente che circonda il paziente.

I familiari devono avere contatti frequenti con il paziente ed evitare di spostarsi velocemente quando parlano con lui. Devono fare tutto quanto possibile per facilitare la comprensione di ciò che dicono, utilizzando a tale scopo anche la mimica. Un altro compito che possono assolvere è quello di stimolare la sensibilità ricettiva del paziente aiutandolo a riconoscere sensazioni quali caldo, freddo, liscio, ruvido ed altri. Inoltre devono adoperarsi per ripristinare velocemente tutte le abitudini igieniche ed alimentari (le piaghe da decubito si combattono anche attraverso la giusta alimentazione); cercare di eliminare, lì dove possibile, il catetere e i presidi assorbenti.

L’ambiente che accoglie il paziente deve essere illuminato in modo adeguato e si deve far in modo che il letto sia orientato in modo che il paziente abbia una visione completa della stanza.

Le piaghe da decubito ai tempi del Coronavirsu. L’importanza del fisioterapista

Il periodo storico che stiamo vivendo non facilita la condizione dei pazienti affetti da piaghe da decubito. Il Coronavirus ha messo in ginocchio il sistema sanitario nazionale ed infermieri, medici e fisioterapisti si trovano a lavorare a stretto contatto in situazioni molto complesse.

Per i pazienti affetti da Coronavirus ogni fisioterapista ha il ruolo di riuscire a ridurre la dispnea (mancanza d’aria) e ridurre tutte le complicazioni legate all’allettamento (come ne caso dei pazienti affetti da lesioni da decubito).

All’importanza delle manovre legate alla respirazione si affianca quella del giusto posizionamento. Spesse volte una cattiva posizione può nuocere al paziente ma possono essere anche i dispositivi medici a farlo. È ancora più importante, quindi il giusto posizionamento del paziente e la giusta posizione dei dispositivi medici. È di altrettanta importanza ridurre ogni possibile sforzo del paziente e in questo caso è possibile utilizzare tutti gli ausili a disposizione. Quello del fisioterapista è un lavoro di azione ma anche di prevenzione poiché la situazione dei pazienti affetti da Covid 19 potrebbe favorire l’insorgenza di piaghe da decubito. La mobilizzazione e il disallettamento sono le condizioni principali a cui un paziente deve essere sottoposto al fine di non perdere tono muscolare e migliorare la qualità della sua vita.

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